Bike Trail & Landscape. Il percorso delle stagioni…

Carbonate, Italy, 2009

Competition: Finalist

 

Carbonate Bike Trail & Landscape

competition panel

FOGLIA DI AUTUNNO by petu

rest area view

FIORE DI PRIMAVERA by petu

rest area view

Sezione_BB_ook

rest area section

Sezione_AA_ook

section

Il percorso delle stagioni…

Carbonate, Italy, 2009

Competition: Finalist

Il percorso delle stagioni attraversa lo stelo di un fiore…

dalla scoperta delle sue foglie fino a culminare nella sua corolla e sostare nei suoi petali…

La natura, protagonista del luogo, è la madre del progetto.

Il percorso delle stagioni si sviluppa attraverso la nostalgica e rossastra “foglia d’autunno”, la brillante e verde “foglia d’estate” e giunge finalmente al colorato “fiore di primavera”…

mentre l’inverno con il suo arrivo e con la forza leggera della neve tutto imbiancherà a poco a poco…

Si susseguono così le stagioni… si sviluppa così il cammino…

Il fiore genera un percorso non rettilineo e crea un rapporto con la strada sempre diverso, avvicinandosi e allontanandosi con una fascia verde continuamente variabile…

Il segno del fiore, di larghezza 2.5m, è il percorso ciclabile,

la sua ombra, di larghezza 1.5m, è il percorso pedonale…

le sue foglie accolgono aree di sosta attrezzate.

La foglia d’autunno sviluppa un sistema di design per accogliere sia ciclisti che pedoni:

barre di legno si alzano dal pavimento creando una seduta da un lato e un particolare sistema di sosta per ciclisti dall’altro. Questi ultimi infatti possono comodamente bere un drink o leggere un giornale o lavorare con il PC senza dover scendere dalla loro bicicletta.

L’intero oggetto di design sarà realizzato in legno di abete o pino, con una finitura che richiama il colore delle foglie autunnali. La posizione di questa area di sosta cade volutamente nell’area dove la massa di alberi è più fitta, ricalcando l’idea di una foglia appena staccata dall’albero sotto cui si trova.

La foglia d’estate è un’area di sosta riservata ai pedoni.

Un design “anatomico” crea uno spazio dalle forme avvolgenti, con un sistema di panchine dalle forme sinuose e dal colore brillante. Le volumetrie sono il risultato delle strisce delle foglie che si alzano dal pavimento e diventano le protagoniste di questo spazio, offrendo al pedone, con le loro diverse curve, delle viste sempre diverse. Materiale? La posizione di questa area di sosta è stata scelta nella prospettiva che guarda verso il prato fiorito che in primavera e in estate le fa da quinta scenografica.

Il fiore di primavera è lo scenografico arrivo o l’invitante inizio del percorso.

I suoi petali si aprono da uno spazio centrale circolare e danno forma a volte ad irregolari pietre di altezze variabili ed altre vote generano delle panche. Le pietre dei petali creano un vario sistema di sedute, a diverse altezze, mentre uno di essi ospita al suo interno dinamici zampilli d’acqua e, al suo inizio, la fontanella.

L’idea di conservare la naturalezza esistente e l’identità dell’area si conferma nella scelta di un pavimento ecologico: Aripaq®, un materiale che produce un’azienda spagnola, che opera non solo a livello nazionale ma che sta esportando questo prodotto anche in altri paesi.

L’ aspetto finale di questo pavimento ecologico è proprio come il suolo della terra…

Esso conserva infatti l’aspetto naturale, la texture e il colore dell’arido che lo compone e che viene proprio dalla località di intervento, il che gli permette di integrarsi perfettamente con il paesaggio nel quale si posa.

Inoltre il legante che utilizza è il “cemento di vetro”, nel più alto rispetto per l’ambiente.

Infatti, durante la fabbricazione del cemento convenzionale occorrono temperature molto alte (1450ºC) che richiedono di un elevato consumo di energia, grandi emissioni di CO2, mentre per ottenere il cemento di vetro il consumo energetico è infimo, oltre al vantaggio di approfittare della riutilizzazione di un materiale di rifiuto che finora veniva buttato via nelle aree di riciclaggio del vetro.

Grazie a questo prodotto, il percorso ciclabile si configura come un sentiero di campagna, che inoltre intende assecondare l’irregolare andamento altimetrico del terreno, cercando di essere il meno invasivo possibile.

Il progetto infatti lascia inalterate le piantagioni che incontra, il percorso ciclopedonale si fa strada tra di esse… si interviene solo nell’area strettamente riservata ai pedoni e ai ciclisti, non invadendo l’intera area di 15m a disposizione, coerentemente all’idea di lasciare inalterati il maggior numero di elementi caratteristici dell’area quali la vegetazione e la morfologia del terreno.

L’illuminazione notturna prevede punti luce lungo tutto il percorso attraverso un sistema di pali e installazioni luminose particolari nelle singole aree di sosta.

 

La pista ciclopedonale è illuminata dal “Palo b.” di Viabizzuno, in acciaio corten, materiale che meglio di ogni altro si integra nel contesto ambientale che lo circonda.

La foglia d’autunno, al “Palo b” aggiunge anche delle fluorescenze poste all’interno dei singoli moduli di sosta bici, una luce che viene dal pavimento e rafforza il design dei singoli oggetti.

La foglia d’estate riprende lo stesso concetto. “Palo b.” e fluorescenze dal basso in corrispondenza delle panchine contribuiscono ad una illuminare lo spazio, ancora una volta esaltandone la conformazione.

Il fiore di primavera è la quinta scenica del progetto. La luce qui è protagonista. Dal buio della notte splenderanno, nel centro della piazza, i decorativi sistemi di led “Reeds” di Artemide, mentre dai blocchi di pietra la luce si farà strada dal basso tra gli zampilli di acqua e le panchine faranno sentire la loro presenza attraverso specifiche fluorescenze. 

Il tema dell’allagamento è stato  risolto attraverso un più fitto sistema di pluviali che corrono lungo gli alberi e parallelamente al ciglio stradale nel punto dove, per l’altimetria del terreno, confluiscono maggiormente le acque piovane.

Il percorso ciclopedonale previsto non altera la pendenza del terreno, quindi non altera lo smistamento delle acque, bensì ne potenzia lo smaltimento, motivo per cui le pluviali sono state previste in questi punti deboli.

L’allagamento che si verifica attualmente è dovuto alla pendenza del terreno in direzione del Comune di Mozzate, perchè tutte le acque confluiscono in questa direzione, quindi un sistema più fitto e continuo di pluviali dovrebbe limitare la quantità di acque che lì giungono.

In questo quadro naturale che è Parco Pineta, il sistema di cartellonistica e bacheche è stato disegnato per l’appunto come un quadro.

L’idea è quella di bacheche come delle tele su cavalletti…

Solo che la tela, e il quadro quindi, in questo caso è la natura, il paesaggio che incorniciamo…

e quindi la “tela” è concepita come una scatola in plexiglass trasparente con i caratteri in prespaziato, facendo in modo così che la natura sia lo sfondo della grafica.

In questi cartelli potranno essere raccolte tutte le informazioni relative alle differenti specie animali e vegetali, indicazioni dei sentieri percorribili e delle località raggiungibili.

 

La grafica utilizzata ricalca il tema del fiore e del percorso ciclabile, ideando per il caso specifico un logo apposito di “Carbonate ciclabile”.

 

Il futuro della città può essere in un fiore…

Design Team: Luis M. García Santillán Rubinstein, Stella Maris González, Francesca Patti